Visualizzazione post con etichetta Aliante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aliante. Mostra tutti i post

marzo 27, 2016

Lassù, nel silenzio, ho volato anche io


Vedere la propria ombra sulla pista, accanto a te, seguirti fedele sino al momento in cui i rumori provocati dai sobbalzi sul terreno cedono il posto ad un unico suono: il sibilo dell’aria. Ecco l’istante magico in cui lei si separa da te ed inizia il suo inesorabile allontanamento, sempre più piccola, istante dopo istante, sino a svanire nel paesaggio ormai lontano sotto di te... È come se ti volesse dire: “ora sei libero, in cielo non hai più bisogno di me”.

L’emozione del distacco dal terreno che ci regala il volo prende forma nella rottura di questa perenne simbiosi tra noi e la nostra ombra che, in modo del tutto fuori dall’ordinario, nell’istante decisivo si separa da noi per lasciarci liberi, come mai era successo prima.


Come promesso in questo post, ecco il filmato che ho girato a bordo dell’aliante scuola (un AS K-21) durante una delle mie primissime lezioni di volo. La mano è ancora incerta (e troppo violenta!) sulla barra, le ali si inclinano a destra e a sinistra, l’aereo traino è lì davanti a te e non riesci ad allineare le tue ali alle sue, tutto sembra maledettamente difficile a te che sei alle prime armi...





E la lezione continua:




Un po' di foto dell'aliante:





PS: per coloro che si stessero domandando in che modo ho fatto le riprese, ecco svelato il trucco: una normalissima fotocamera montata su un treppiede tascabile Manfrotto che ho semplicemente avvitato alla visiera del berretto mediante una vite.



febbraio 05, 2012

Lassù, nel silenzio, volevo volare anche io


La nuit de la glisse, letteralmente “La notte della scivolata”, era il titolo di un film documentario che raccoglieva i migliori cortometraggi di sport estremi che avessero un qualche legame con lo scivolare, in senso stretto come lo sci o il surf, o in senso più ampio come il volo.

Era la fine degli anni ottanta quando, ancora adolescente, andai a vedere quel film con un gruppo di amici accomunati dalla passione per il windsurf. Quello che ci spinse al cinema era il desiderio di poter finalmente vedere dei filmati di windsurf girati alle Hawaii; a quel tempo non esisteva né internet né You Tube e riuscire a vedere (almeno su uno schermo!) un windsurf che cavalcava un’onda oceanica era tanto raro quanto forte era l’emozione che procurava in noi.

Ma, con enorme sorpresa, all’uscita dal cinema non fu il windsurf a restare impresso nella mia mente.